Come migliorare la visitor experience

La visitor experience and journey, ossia l’esperienza costruita sulle sensazioni e sulle percezioni che una persona ha dall’interazione con un museo, un luogo della cultura o un’attrazione turistica, è oggi un elemento strategico per le organizzazioni che intendono puntare su:

  • qualità dell’accoglienza,
  • soddisfazione del visitatore,
  • ampliamento e fidelizzazione del pubblico.

I visitatori contemporanei, infatti, si aspettano informazioni chiare già in fase di prenotazione, percorsi di visita semplici una volta sul posto, contenuti coinvolgenti durante la visita.

A partire dall’esperienza maturata sul campo, noi del team Orpheo abbiamo raccolto alcune tra le strategie più interessanti per migliorare la visitor experience, accompagnandole con esempi e soluzioni adottate negli ultimi anni in più di 300 installazioni presso musei e siti culturali tra i più importanti del Paese.

7 strategie per rendere la visita in museo più coinvolgente

Rendere la visita autonoma e accessibile con audioguide e app

Scegliere di   e app per il proprio museo costituisce uno dei modi più immediati per migliorare la visitor experience. Quando sviluppate con contenuti chiari, queste due soluzioni offrono al pubblico libertà di esplorazione e semplicità di fruizione.

Device moderni, come le audioguide Orpheo Mikro LX, sono concepiti per un utilizzo intuitivo da parte di tutte le età, garantendo un ascolto stabile e una gestione ottimale dei percorsi, anche grazie a funzionalità come l’attivazione automatica dei punti di interesse. Parallelamente, le app per smartphone permettono ai visitatori di accedere a contenuti multimediali, mappe interattive, percorsi personalizzabili e molto altro ancora, attraverso il loro dispositivo personale.

Successivamente, linkare la pagina “Realizzazione audioguide”

Per i musei, questi strumenti rappresentano un’opportunità strategica. Da un lato, semplificano la distribuzione dei contenuti, grazie anche a soluzioni snelle come le Progressive Web App (accessibili senza download, ndr) o, se necessario, attivabili tramite chiavi dedicate; dall’altro, permettono di aggiornare facilmente i percorsi, raccogliere statistiche e offrire contenuti multilingue o inclusivi.

Il risultato? Il visitatore godrà di un duplice vantaggio: maggiore autonomia durante la visita e possibilità di scegliere il supporto preferito, dal dispositivo dedicato allo smartphone.

Storytelling e produzioni audio per visite d’impatto

Uno storytelling museale curato consente di trasformare le informazioni in racconto, dando vita a testi pensati per essere ascoltati e capaci di restituire contesto, emozioni e punti di vista. Il lavoro di scrittura e sceneggiatura, curato da storici dell’arte specializzati nella progettazione di percorsi di visita per pubblici diversi, contribuisce a definire un tono coerente con l’identità del luogo e a rendere l’esperienza più immersiva.

A rafforzarne l’impatto e aumentare il coinvolgimento del pubblico intervengono anche le produzioni audio per musei realizzate con tecniche avanzate. Per questo motivo, Orpheo mette a disposizione dei suoi clienti un’ampia scelta di voci madrelingua, registrazioni professionali, musiche originali e sound design; costruiti ad hoc rendono l’ascolto ricco e avvolgente, valorizzando ogni dettaglio del percorso.

Videoguide e totem interattivi per arricchire la fruizione

Per ampliare le modalità di fruizione e valorizzare le collezioni con contenuti visivi, mappe, animazioni e approfondimenti immediatamente accessibili, i musei hanno a disposizione anche:

  • videoguide
  • totem multimediali

Le prime offrono un’esperienza immersiva che unisce immagini, narrazione e interattività: in questo senso, Orpheo Touch ne è un rappresentante ideale. I totem, invece, risultano utili per presentare contenuti di approfondimento o introdurre sezioni della mostra, completando così la proposta dei musei.

La scelta tra app, videoguide o totem dipende dal contesto e dagli obiettivi che si prefigge di raggiungere un museo.

Le app risultano ideali quando si vuole garantire un accesso immediato ai contenuti direttamente dai device dei visitatori; le videoguide sono preferibili quando si intende offrire un supporto uniforme, di qualità controllata e con funzionalità avanzate non sempre disponibili sugli smartphone; i totem, invece, favoriscono un’interazione condivisa e puntuale, utile per orientare, introdurre temi complessi o proporre contenuti che richiedono uno schermo di grandi dimensioni.

Integrati in modo armonico, questi strumenti ampliano la qualità dell’offerta e rendono la visita più chiara, ricca e coinvolgente

Esperienze immersive: videomapping, AR e video 360°

Le esperienze e gli spettacoli immersivi giocano un ruolo sempre più importante nella valorizzazione del patrimonio culturale, perché combinano impatto visivo, coinvolgimento emotivo e capacità di raccontare spazi complessi con un linguaggio immediato.

Il videomapping, ad esempio, permette di animare facciate, reperti o superfici irregolari attraverso proiezioni ad alta definizione, dando vita a scenografie luminose che trasformano l’ambiente e guidano lo sguardo del visitatore in modo naturale. Le installazioni realizzate da Orpheo mostrano come questa tecnologia possa creare veri e propri “quadri in movimento”, capaci di esaltare la dimensione storica o paesaggistica di un sito e renderne la lettura più  emozionante.

Accanto a queste soluzioni, la realtà aumentata offre strumenti preziosi per integrare livelli informativi digitali all’interno degli spazi di visita: ricostruzioni storiche, modelli tridimensionali, animazioni contestuali che arricchiscono ciò che l’occhio vede, utili soprattutto nei contesti dove gli oggetti sono frammentari, lontani nel tempo o difficili da interpretare.

Infine, i video 360° consentono ai visitatori di esplorare spazi normalmente non accessibili o di immergersi in ambienti distanti, muovendosi liberamente all’interno delle riprese tramite il proprio smartphone. Questa tecnologia risulta particolarmente efficace per preparare la visita, approfondire sezioni non fisicamente raggiungibili o raccontare luoghi complessi attraverso una prospettiva dinamica e intuitiva.

Integrate nel percorso, queste soluzioni ampliano la capacità del museo di emozionare e comunicare, creando esperienze memorabili e capaci di raggiungere pubblici diversi.

Progettare percorsi per famiglie e bambini

Progettare esperienze dedicate ai più piccoli significa creare contenuti capaci di unire scoperta, gioco e immaginazione, favorendo una visita coinvolgente per l’intero nucleo familiare. La scrittura per l’infanzia richiede linguaggi specifici e registri specifici per ogni età, un approccio che in Orpheo sviluppiamo coinvolgendo autori e sceneggiatori specializzati nella narrativa per bambini e nella divulgazione culturale. Le storie diventano così uno strumento di mediazione immediato, capace di guidare i giovani visitatori attraverso personaggi, dialoghi e situazioni pensate per stimolare curiosità e partecipazione.

Alcuni esempi di ciò che abbiamo realizzato di recente:

Pollock

Mostra Pollock e la Scuola di New York

Magritte

Mostra Da Magritte a Duchamp

Neapolis

Neapolis di Siracusa

Accessibilità e inclusione come strategia di visitor experience

L’accessibilità non rappresenta un elemento separato dal progetto di visitor experience, ma una componente essenziale della sua qualità. Integrarla nella progettazione significa adottare un approccio orientato alla chiarezza, alla leggibilità e alla semplicità dell’esperienza di visita.

Un museo accessibile non è solo un museo che risponde a bisogni specifici, ma un luogo capace di offrire percorsi più fluidi, contenuti più comprensibili e un’interazione più naturale per tutti i visitatori.

Progettare esperienze realmente accessibili significa garantire a ogni persona la possibilità di comprendere e vivere il percorso in modo autonomo, riducendo barriere sensoriali, motorie e cognitive che possono compromettere il coinvolgimento.

In questo senso, l’accessibilità diventa una leva strategica per migliorare la qualità della fruizione, favorendo una relazione più diretta e consapevole con i contenuti culturali

Un museo capace di parlare a pubblici diversi è un museo che sa emozionare, orientare e includere. Investire nella visitor experience significa costruire esperienze pensate per essere vissute da tutti, senza barriere, con maggiore consapevolezza e partecipazione.